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Un bicchiere riduce al 30% il rischio di cardiopatie ed ictus

Nel 1979 è stato dimostrato per la prima volta che fra i vari fattori alimentari che attuano un effetto positivo sulle coronarie, c'è sicuramente il moderato consumo di vino, che riduce al 30% il rischio di cardiopatie ed ictus.

L’alcol, in dosi moderate, è in grado di favorire una pulizia delle arterie abbassando il colesterolo cattivo che in eccesso si deposita sulle pareti e favorendo la diuresi, aumentando così la capacità del nostro organismo di espellere le sostanze tossiche.

Quest' azione anticolesterolemica è supportata anche dalla vitamina C che è presente nella composizione chimica del vino.

Inoltre, alcuni elementi minerali presenti nel vino hanno una funzione protettiva dei vasi sanguigni e del cuore, soprattutto il magnesio, che agisce come anticoagulante per la prevenzione della formazione di trombosi ed il potassio, che conferisce tonicità ed elasticità al cuore. Il silicio, invece, contribuisce a dare omogeneità alle pareti delle vene e delle arterie, mentre il cromo svolge un' azione di prevenzione contro l’arteriosclerosi evitando l’accumulo di colesterolo.

Influssi positivi sono poi riscontrabili anche per la composizione del sangue, dove il vino diminuisce l’aggregazione delle piastrine favorendo la fluidificazione del sangue prevenendo così l'arteriosclerosi e gli infarti.

Non per niente si usa affermare che “il vino fa buon sangue“!

Le sue proprietà sembrano infatti garantire anche una maggiore protezione contro gli effetti nocivi del fumo aumentando in questo modo la vita media di 2-3 anni dei soggetti che hanno questo vizio.

Gli acidi presenti nella composizione chimica del vino sono inoltre in grado di svolgere un’azione terapeutica e disintossicante, riducendo il tasso di urea nel sangue.

E’ però necessario ricordare che non esiste un vino in particolare in grado di svolgere tutte queste azioni, bensì è necessaria l’assunzione di differenti tipologie di prodotti anche in base agli effetti che si vogliono ottenere.

Tuttavia i farmacologi affermano che il vino di buona qualità è anche quello che da gli effetti migliori. Sicuramente, dai vigneti di collina nasce una bevanda più ricca di polifenoli, così come dalle piante che hanno subito uno stress. In effetti, la vendemmia verde, ovvero l’asportazione anticipata di oltre il 50 per cento dei grappoli, provoca uno stress alla vite, ma migliora la qualità del vino che è ricavato dai grappoli che rimangono, aumentando così anche il tasso di polifenoli e antocianine. La scelta potrà quindi ricadere sui grandi rossi italiani: Brunello, Barolo, Chianti, Amarone, Sagrantino (varietà di vino con il più alto tasso di polifenoli). 

fonte: http://www.vino-salute.com

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