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Il vigneto in alta quota, fa davvero un vino migliore?

Il vino ad alta quota è un vino migliore

Piccole ma intrepide, crescono a Cortina, all’ombra del Pomagagnon, le viti coltivate a 1350 metri di altitudine. Ecco come si fa il vino in alta quota: Vigna 1350, la più alta d'Europa.

Il vino più alto d'Europa prodotto a Cortina, è stato imbottigliato per la prima volta nel 2013 e presentato con grande successo all'edizione 2014 di Vinitaly. La limitata quantità prodotta è bilanciata dall'eccellente qualità del vino.  

Se siete interessati a conoscere di più su Vigna 1350, vi consigliamo di guardare questo interessante video su Youtube: https://www.youtube.com/watch?v=_qmyviUb08Y

Ma vediamo ora insieme quali possono essere i pro e i contro di avere un vigneto ad altitudine estrema. Perché un viticultore non deve essere ritenuto del tutto folle se coltiva le sue piante in alta quota? Come primo fattore gioca sicuramente la salubrità dell’ambiente e la pulizia dell’aria. Più si va in alto, più distanti si è dai centri abitati, dallo smog e dal pulviscolo che avendo un peso, riesce ad essere trasportato dal vento anche a grandi distanze, ma solo orizzontalmente. Quindi più si va in alto, più l’aria e il micro ecosistema del vigneto sono salubri.

Le piante vivono di luce per attivare i processi di fotosintesi clorofilliana, quindi più si va in alto, più cristallina è la luce. Infatti a certe quote oltre all’assenza dell’effetto filtro creato dal vapore acqueo e dalle polveri risultato dell’inquinamento, la luce per raggiungere la pianta deve percorrere uno strato di atmosfera minore, e quindi è più diretta. Inoltre, tralasciando i limiti che ogni generalizzazione porta con sé, solitamente in quota la ventilazione dovrebbe essere maggiore, ed un vigneto più ventilato è solitamente un vigneto più salubre, principalmente perché viene indirettamente protetto dai ristagni di umidità che sono causa di molte delle malattie della vite.

In genere anche l’escursione termica è molto più elevata ad alte quote. Nelle giornate di caldo di luglio o agosto la temperatura può facilmente superare i 30 gradi durante il giorno per “crollare” di notte a temperature vicine o inferiori ai 10 gradi. Esistono vari studi scientifici che comprovano che, a parità di condizioni agronomiche, l'uva assoggettata nel periodo della maturazione a notevoli escursioni termiche tra il giorno e la notte si arricchiscono di aromi.

Ovviamente esistono tanti lati negativi nell’impiantare e curare un vigneto in alta quota, considerazioni che i viticultori sicuramente ponderano a lungo prima di iniziare. Ovviamente per curare un vigneto sono necessarie persone esperte che conoscono le condizioni microclimatiche particolari della zona e la reazione delle viti a tali condizioni; questo è vero per ogni coltivazione ad ogni quota, ma spingersi lì dove le condizioni sono più estreme, amplifica notevolmente il problema e ne rende più complessa la gestione dei fattori mitiganti. Quindi le competenze specifiche della conoscenza del terroir diventano ancora più cruciali. L’uva risulta assoggettata a maggiori rischi climatici come grandine, forti piogge o fenomeni di siccità.

Il costo di lavorazione sarà dunque notevolmente più elevato in quanto persone ed attrezzature devono raggiungere il vigneto ad hoc, non sono lì “di passaggio”. in conclusione, impiantare e coltivare un vigneto a quote estreme impone attenzioni superiori ed espone a notevoli rischi e costi, ma con il massimo dell’attenzione e competenza e con l’aiuto del clima, i risultati possono essere davvero straordinari.

Fonte: http://www.santamarialanave.com/2015/01/il-vigneto-in-alta-quota-fa-un-vino-migliore/

Pubblicato in Blog

Tags: cantine brusa,, Vigna 1350 il vigneto più alto d'Europa,, pro e contro dell'impiantare un vigneto in alta quota,, Cortina,

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