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Aperta al pubblico la Vigna di Leonardo da Vinci

La vigna di Leonardo Da Vinci a Milano

Quando diciamo "la vigna di Leonardo" parliamo del vigneto che Ludovico il Moro donò a Leonardo da Vinci, mentre stava ancora lavorando al suo celebre affresco " L'ultima cena", come gesto di riconoscenza per «le svariate ed ammirabili opere da lui eseguite per il duca».

Di fronte al Cenacolo di Santa Maria della Grazie a Milano, ha aperto al pubblico il nuovo museo: "la Vigna di Leonardo nella Casa degli Atellani". In uno dei luoghi chiave della Milano di Leonardo, viene finalmente resa accessibile una storia sconosciuta e piena di mistero.

La vigna di Leonardo si trovava a Milano oltre il quartiere di Porta Vercellina, nei pressi del Borgo delle Grazie, sul terreno della vigna grande di San Vittore, secondo una direzione all'incirca parallela all'attuale via de Grassi. Per visitarla, all'epoca, non essendo ancora aperta l’attuale via Zenale, si presume che Leonardo transitasse per il giardino della Casa degli Atellani.

Correva l’anno 1499, quando con sorpresa di molti la vigna passò di mano: Ludovico maria Sforza, detto il Moro firmò un solenne atto di donazione a favore di Leonardo che aveva appena finito l’Ultima Cena. Questo bene aveva un'importanza strategica per il Maestro in quanto rappresentava la condizione necessaria per ottenere la cittadinanza milanese, un sogno che non si avverò perché pochi mesi dopo la donazione ci fu la caduta del Duca. 

In un succedersi di eventi tanto concitato quanto lontano, la vigna a quel punto venne confiscata: era il 1502. Quattro anni dopo, per riaverla, Leonardo scrisse col cuore in mano al luogotenente del re di Francia in Italia, Carlo D’Amboise. Tanto fece, che la riottenne indietro. La vigna misurava all'incirca 8.320 metri quadri e, secondo alcuni studiosi, il Maestro aveva l'intenzione di costruire vicino la sua dimora. Si narra che proprio lì, Leonardo lavorò al modello di statua equestre di Francesco Sforza, distrutta dagli arcieri guasconi francesi che poi invasero la città. E giunse integra fino agli anni 20, come mostrano le foto scattate dallo storico dell’arte Luca Beltrami prima dell’ultimo restauro ad opera del formidabile Piero Portaluppi, nel ‘22. 

Fu annientata durante la seconda guerra mondiale e non se ne parlò più sino al 2015, momento in cui il luogo tornò al centro di ricerche coordinate nel progetto che vide uniti la Fondazione Portaluppi, gli eredi della casa degli Atellani - tra cui Maranghi - col prezioso giardino segreto, Expo Milano 2015 e il Comune di Milano col sostegno di Confagricoltura e dell' Università degli Studi.

"Expo 2015 è stata un' occasione unica per conoscere meglio le bellezze di Milano, anche quelle più nascoste, ed in particolare lo stretto legame che con Milano aveva Leonardo da Vinci, cui è tra l’altro dedicata a Palazzo Reale la più grande mostra europea mai concepita. Expo 2015 è stata, secondo Jacopo Ghilardotti, esperto e braccio destro di Maranghi, una vetrina straordinaria per ripercorrere la storia dei protagonisti, anche degli Atellani, sempre fedelissimi agli Sforza, cortigiani del Moro, arrivati in modo rocambolesco, dalla Basilicata".

Una speciale riconoscenza arriva anche da parte del sindaco di Milano, Giuliano Pisapia: «Sono grato a chi ha colto così bene il senso dell’accoglienza in vista di Expo ed ha aperto le porte di casa sua per far scoprire ricchezze preziose della nostra Milano. La scelta di aprire al pubblico Casa degli Atellani dimostra ancora una volta come la chiave del successo sia la collaborazione generosa di tutti». Cittadini in prima linea.  

Fonte: http://milano.corriere.it/notizie/cronaca/14_dicembre_07/vigna-leonardo-rinasce-casa-atellani-ad277a10-7dfb-11e4-9639-7f4a30c624ee.shtml

 

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