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La strada del vino, culla delle migliori varietà di vini toscani DOP

La strada del vino in Toscana, le migliori varietà DOP

Se vi capita di fare un giro in Toscana, vi consigliamo di andare a visitare la Strada del Vino e dell’Olio Costa degli Etruschi che vi accoglierà in un territorio di colline, di mare e di antichi borghi, un tempo culla della civiltà etrusca. Il percorso è diviso in 5 zone: Terratico di Bibbona, Montescudaio, Bolgheri, Val di Cornia e l'Isola d'Elba. Conosciamo insieme le principali varietà DOP che si producono in ognuna di queste.

La prima tappa della Strada del Vino e dell'Olio ci porta a Terratico di Bibbona, dove troveremo i vasti e collinari vigneti di Nugola. Qui si produce vino da tempo immemorabile, visto che i terreni sono particolarmente vocati avendo una composizione fortemente sabbiosa, con alto contenuto di ferro. Oggi la zona produce vini per lo più basati su sangiovese e trebbiano, e dei più moderni syrah, merlot e vermentino, che ben si accompagnano con i prodotti sapidi dell’entroterra livornese. Proseguendo verso sud, superato l’abitato del Gabbro, si entra nel territorio di Rosignano Marittimo. I vigneti si trovano sia sul versante est che su quello ovest delle colline livornesi. A nord-est i vini rossi sono leggeri e tenui, mentre i bianchi sapidi, freschi e molto profumati. A sud-ovest, invece, i vini hanno caratteristiche più potenti, dai profondi profumi di frutto nero, corposi e adatti alla cacciagione di passo abbondante su queste colline. Entrando nel Comune di Cecina si possono visitare le zone produttive di Collemezzano e quella del Paratino, dove troviamo per lo più cabernet e syrah che accompagnano il sangiovese e per i bianchi il vermentino. L’itinerario si conclude nel Comune di Bibbona che dà il nome alla DOC. 

L’itinerario ci porterà dopo a Montescudaio dove troveremo la lunga vallata del fiume Cecina, caratterizzato da una circolazione di aria fresca durante l’estate che mitiga le alte temperature. I vigneti si trovano in posizioni generalmente collinari, per questo motivo i vini hanno profumi freschi di notevole intensità, buona struttura ed eleganza. L’itinerario parte da Castellina Marittima dove si producono vini basati su cabernet sauvignon, merlot, syrah e petit verdot. A Riparbella troviamo degli ottimi rossi a base di sangiovese e vermentino per i bianchi. Abbandonata la riva destra del fiume, passando dal piccolo borgo di Querceto, si arriva ai Comuni di Casale Marittimo, Guardistallo e Montescudaio che dà il nome alla DOC. Verso sud l’itinerario si conclude con Guardistallo e Casale Marittimo: qui le vigne godono di un microclima ideale e di forte luminosità. I vini rossi sono strutturati e corposi, mentre i bianchi sapidi e vigorosi.

La terza zona è quella di Bolgheri, culla della nuova enologia italiana che ha visto un vino della costa toscana arrivare tra i migliori vini del mondo. Questo territorio è in grado di dare la migliore qualità in assoluto con uve come il cabernet sauvignon, il merlot e il cabernet franc. Percorrendo la strada provinciale conosciuta come “Bolgherese”, i vigneti si allargano ad est verso la collina e a ovest tra la “Bolgherese” e la Vecchia Aurelia. Dai piedi della collina di Castagneto si prosegue nella località Pianali dove si trovano gli impianti più recenti della DOC.

La quarta tappa del percorso ci porterà alla Val di Cornia, territorio che troviamo all’interno della Maremma, localizzato all’estremità meridionale della Provincia di Livorno e delimitato dalla linea spartiacque del fiume Cornia. Le Colline Metallifere incorniciano la valle dove troviamo coltivazioni di oliveti e di vigneti e costituisce una delle più importanti culle della civiltà etrusca. Il suo terreno rappresenta la naturale continuazione geologica dell’Isola d’Elba e ne riprende in parte il contenuto minerale, importante per la qualità del vino. Dagli anni ’80 la produzione vitivinicola di questo territorio assume caratteristiche qualitative che le consentono il confronto con l’enologia internazionale. La rivoluzione avvenuta nella vicina Bolgheri ha suggerito l’impianto di nuovi vigneti basati sulle varietà cabernet, merlot, syrah, senza trascurare il tradizionale sangiovese. L’itinerario ci porta a questo punto verso Campiglia Marittima, dove gli esperimenti con il cabernet fanno i primi passi. Da Campiglia si scende verso Suvereto, centro pulsante della DOC, le cui zone più importanti per i vini sono Notri e San Lorenzo, anche se ormai nuovi vigneti hanno trovato dimora su tutto il territorio comunale. Dirigendosi verso l’interno ci si addentra nelle Colline Metallifere, da Sassetta fino a Monteverdi. Proseguendo, invece, verso il mare si incontra il territorio di Piombino, zona che ultimamente ha rivelato una particolare vocazione vitivinicola.

Il percorso si conclude nell’ Isola d’Elba, dove negli ultimi anni abbiamo assistito alla rinascita della vitivinicoltura. I passiti ne sono la punta di diamante: il moscato è il bianco dolce più diffuso, mentre l’ansonica passita è un vino difficile da produrre, ma che offre le sensazioni più affascinanti del microclima isolano. Non dimentichiamo il grande ventaglio di vini bianchi, dal vermentino al procanico, dei rosati, fino ai rossi, soprattutto a base di sangiovese. Per chi ama il turismo nautico, si ha la possibilità di spingersi fino alla vicina Capraia che mostra recenti produzioni di aleatico o alla Gorgona, tutt’oggi un carcere, dove si producono vino bianco e rosso, olio e formaggio.

 Fonte: http://www.lastradadelvino.com/it/Default.aspx

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Tags: cantine brusa,, Italia,, strada del vino e dell'olio,, toscana,, terratico di bibbona,, costa degli etruschi,, montescudaio,, bolgheri,, val di cornia,, isola d'elba,, vini toscani DOP,

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